3 - la bomba - durante la manifestazione esplode la bomba
Alle 10 e 12 il discorso del segretario della F.L.M. viene interrotto da uno scoppio forte, secco che fa ricordare il botto di un potente petardo.
S'alza un fumo grigio-azzurro ed un odore acre si spande nell'aria. Dopo un attimo di silenzio, le prime voci si levano dalla folla che ondeggia compatta, poi comincia a sussultare, a sbandare, mentre gli striscioni cadono a terra.
La gente urla, impreca, fugge scompostamente. Rimangono sul selciato sei morti e qualche decina di feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. Due di questi moriranno nei giorni successivi in seguito alle ferite riportate.
Significativa,a questo proposito,la testimonianza di Manlio Milani , marito
di una delle vittime. Franco Torri , che copriva con un parapioggia gli oratori,
si avvicina al microfono e invita i manifestanti a mantenere la calma e a non abbandonare la piazza.
Poi, mentre Giorgio Leali sollecita i manifestanti ad avvicinarsi per sicurezza verso il palco, dopo alcuni drammatici istanti di smarrimento, gli operai organizzano i primi soccorsi,
fanno "cordone" dove � avvenuto lo scoppio, aiutano i feriti che appaiono meno gravi e coprono con le loro bandiere i corpi straziati delle vittime.
Sono passati appena pochi minuti e prima ancora che arrivino sul posto le autoambulanze, sopraggiungono due furgoni della Celere.
I poliziotti scendono in assetto di guerra, brandendo gli sfollagente in modo minaccioso contro gli operai presenti; l'ufficiale che li comanda ordina ai suoi uomini concitatamente di allontanare dalla piazza i presenti.
C'� un accenno di scontro frontale tra i lavoratori raccolti sul luogo dell'eccidio e gli agenti: dopo un primo momento di incertezza, gli operai respingono energicamente la provocazione, apostrofando duramente i militi,
mentre un nutrito gruppo di attivisti sindacali blocca definitivamente il tentativo di


spaziatore
archivio fotoArchivio fotografico archivio audioArchivio audio archivio videoArchivio video