Le sentenze sulla strage -01
serie 01

ITER GIUDIZIARIO
LE SENTENZE

Prima istruttoria

Istruttoria 14.6.1974 / 17.5.1977;

Giudice Istruttore Domenico Vino.
P.M. Francesco Trovato

[Prima Istruttoria] Richieste del P.M.
[Prima Istruttoria] Rinvio a Giudizio

Il sostituto procuratore di Brescia Francesco Trovato chiede il rinvio a giudizio di 30 persone, tra cui Ermanno Buzzi, imputati dell'omicidio di Silvio Ferrari e della strage di piazza della Loggia. La richiesta viene accolta dal GI Domenico Vino, che dispone il rinvio a giudizio degli imputati davanti la Corte di assise di Brescia.

[Prima Istruttoria] [Prima Istruttoria] Giudizio di primo grado. Corte di assise di Brescia
(sentenza del 2 luglio 1979; presidente Giorgio Allegri).

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Viene condannato all'ergastolo Ermanno Buzzi e a dieci anni e sei mesi Angiolino Papa quali esecutori materiali della strage. Sono assolti tutti gli altri imputati del reato di strage. Ferdinando Ferrari viene condannato a 5 anni per la detenzione dell'ordigno esplosivo che ha provocato la morte di Silvio Ferrari e ad 1 anno per l'omocidio colposo del medesimo. Marco De_Amici viene condannato con Pierluigi Pagliai per il trasporto dell'esplosivo, di proprietà di Silvio Ferrari, da Parma a Brescia e di cui si perdono le tracce alla data del 27 maggio, vigilia della strage.

Seconda Istruttoria



[Seconda Istruttoria] Istruttoria Ugo Bonati

(sentenza del 17 dicembre 1980 giudice istruttore Michele Besson).

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G.I. Michele Besson
P.M.

Richieste del P.M.
Rinvio a Giudizio

La posizione di Ugo Bonati, mantenuto fino alla fine nella posizione di testimone dell'accusa, ma facente parte, sempre secondo l'accusa, del gruppo bresciano degli attentatori, con Ermanno Buzzi e in posizione speculare con Angiolino Papa, viene rimessa dalla Corte d'Assise alla Procura della Repubblica perchè proceda contro di lui per il reato di Strage in concorso con Buzzi e A.Papa.

Pochi giorni dopo la sentenza la Procura della Repubblica emetterà, nei confronti di Bonati, mandato di cattura per strage.

Stranamente Bonati, che per anni era stato controllato a vista dai Carabinieri, non viene rintracciato.

Il GI, su conforme richiesta del pool di Pubblici Ministeri che ha condotto l'istruttoria su Bonati, ne pronuncia la assoluzione per non aver commesso il fatto. Viene accertato che quanto detto dal super-testimone sulla strage, sul ruolo degli altri imputati, ma anche sul proprio, è completamente falso.

Tuttavia Bonati, che era scomparso l'anno prima, non ricompare e da allora non ricomparirà più.

Prima istruttoria


[Prima Istruttoria] Giudizio di secondo grado. Corte di assise di appello di Brescia
(sentenza 2 marzo 1982; Presidente: Francesco Pagliuca).

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Il dibattimento è preceduto dalla MORTE DI BUZZI. Il 13.4.1981 alla vigilia del processo di appello Buzzi viene trasferito, contro ogni regola, nel carcere di massima sicurezza di Novara, dove sono reclusi i big dell'eversione nera.

Questo benchè sul periodico Quex, redatto dai carcerati di destra, sia già stato bollato come informatore dei carabinieri, e ciò equivalga ad una condanna a morte.

Il primo giorno Buzzi si rifiuta di uscire per l'ora d'aria, ma il giorno successivo, tranquillizzato dai "camerati" esce dalla sua cella.

Nel cortile del carcere viene ucciso da Tuti e Concutelli, stragolato con lacci di scarpe. I due per sfregio gli schiacciano gli occhi.

Il 2 marzo 1982 la Corte D'Assise d'Appello conferma le assoluzioni della sentenza di primo grado e assolve, per non aver commesso il fatto, Angiolino Papa.

Solo per Marco De Amici si conferma la detenzione di esplosivo, ma la pena viene ridotta a 3 anni e 4 mesi.

A Buzzi e dedicato un capitolo dal titolo" Un cadavere da assolvere".

La sentenza ripercorre l'iter logico della sentenza su Ugo Bonati del Giudice Istruttore e stigmatizza, come già in quella di primo grado, l'uso della carcerazione dei testimoni per piegarli alla conferma delle tesi accusatorie.

[Prima Istruttoria] Ricorso Cassazione Sentenza 2-3-1982 P.M. Domenico Apicella (13-11-1982)

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Prima istruttoria

[Prima Istruttoria] Corte di Cassazione
(sentenza del 30 novembre 1983; presidente: Marco Di Marco).

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La Corte di Cassazione annulla la sentenza della Corte d'assise d'Appello per difetto di motivazioni e rinvia gli atti alla Corte d'Assise d'Appello di Venezia.

Prima istruttoria
[Prima Istruttoria] Giudizio di rinvio. Corte di assise di appello di Venezia
(sentenza del 19 aprile 1985: presidente Corrado Ambrogi.).

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La Corte pronuncia una nuova sentenza di assoluzione per insufficienza di prove per tutti gli imputati, mentre conferma la condanna per Marco De Amici.

Singolare la formula assolutoria adottata in favore di Raffaele Papa, "perchè il fatto non costituisce reato", quasi che fosse possibile partecipare ad un attentato di tale fatta, con imputati che invece ne sono stati assolti, commettendo un fatto che non è reato.

Prima istruttoria

[Prima Istruttoria] Corte di cassazione.
(Sentenza del 25 settembre 1987; presidente: Corrado Carnevale).

La Corte di Cassazione, che aveva annullato la sentenza di Brescia per difetto di motivazione, rigetta invece i ricorsi contro quella di Venezia, che evidentemente è motivata, per i giudici romani, in modo logico. La sentenza di Venezia viene cosi confermata definitivamente.

[Terza Istruttoria]

[Terza Istruttoria] Istruttoria 23 marzo 1984 - 23 marzo 1986:

giudice istruttore Gianpaolo Zorzi.

P.M. Michele Besson

[Terza Istruttoria] Richieste del P.M.
[Terza Istruttoria] Rinvio a Giudizio

A seguito di una serie di rivelazioni di pentiti viene aperta una nuova istruttoria affidata al sostituto procuratore Michele Besson.

L'inchiesta si conclude con la richiesta di rinvio a giudizio per Cesare Ferri (già comparso e successivamente scagionato nella prima istruttoria) e per Alessandro Stepanoff come esecutori della strage.Inoltre dall'indagine sull'uccisione di Buzzi emergono rapporti tra Sergio Latini, direttore di Quex, e Ferri suo testimone di nozze.

Viene ipotizzato dagli inquirenti bresciani che, in previsione dell'appello a Brescia, sia stato conventuto, attraverso Latini, tra Ferri Tuti e Concutelli, l'omicidio del Buzzi per tappargli la bocca in previsione dell'appello stesso, al quale Buzzi arriverebbe con la sicurezza di un esito assolutorio, vista la conclusione dell'istruttoria Bonati.

Latini conferma di essere stato latore del messaggio di Ferri ai due terroristi neri.

Approfondendo il movente dell'omicidio, si sviluppa la terza istruttoria sulla strage che porterà al rinvio a giudizio, per omicidio, di Latini e Ferri; per strage di Ferri e Stepanoff, l'amico che gli aveva fornito l'alibi per la mattina del 28 maggio 1974, indispensabile per neutralizzare la testimonianza di un sacerdote, don Gasparotti, che già nell'ambito della prima istruttoria aveva affermato (e mai smentirà) di aver visto il Ferri, la mattina della strage, intorno alle 7,30, nella chiesa di S.Maria Calchera.Nel corso di questa terza istruttoria vengono indagati anche altri soggetti, tra cui Marilisa Macchi che dirà di averlo accompagnato a Brescia la mattina della strage.

L'istruttoria viene divisa in due tronconi:

Ferri, Latini e Stepanoff vengono, come detto, rinviati a giudizio, mentre vengono stralciate, per la prosecuzione delle indagini,

la posizione di Marco Ballan, Giancarlo Rognoni, Luciano Benardelli, Fabrizio Zani e Marilisa Macchi.


Terza istruttoria

[Terza Istruttoria] Giudizio di primo grado. Corte di assise di Brescia
(sentenza del 23 maggio 1987: presidente Oscar Bonavitacola).

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La Corte assolve per insufficienza di prove Ferri, Latini e Stepanoff.

Ricorso P.M. Besson su sentenza Ferri del 23-5-1987 (4-11-87)

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Terza istruttoria

[Terza Istruttoria] Giudizio di secondo grado. Corte di assise di appello di Brescia
(sentenza del 10 marzo 1989; presidente: Riccardo Ferrante).

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La Corte assolve gli imputati per non aver commesso il fatto.

[Terza Istruttoria] Ricorso P.M. Besson su sentenza Ferri del 10-3-1989 (30-6-1989)

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Terza istruttoria

[Terza Istruttoria] Corte di Cassazione

(sentenza del 13 novembre 1989; presidente: Corrado Carnevale).

La Corte dichiara inammissibile il ricorso avverso la sentenza di appello, che risulta definitivamente confermata.

Va sottolineato che la Corte di Cassazione ha deciso senza aver neppure richiesto ed esaminato gli atti del processo, come verrà successivamente accertato.

Va ricordato che le sentenze rese ad esito di dibattimento, come quelle delle Corti D'Assise prima ricordate, formano un giudicato che non potrà più essere modificato, anche in presenza di prove inconfutabili di colpevolezza.

Ad esempio: Cesare Ferri ha ottenuto dalla Corte di Appello di Brescia cento milioni quale risarcimento della ingiusta detenzione patita.

Diversamente la sentenza, istruttoria come quella del GI Zorzi, non è definitiva nel senso che con nuove prove l'indagine può essere riaperta (ed è quanto avverrà successivamente).


[Quarta Istruttoria]

[Quarta Istruttoria] Istruttoria
(sentenza del 23 maggio 1993; giudice istruttore: Gianpaolo Zorzi).

G.I. Gianpaolo Zorzi
P.M.

Richieste del P.M.
Rinvio a Giudizio


Ad esaurimento del termine previsto dalla riforma del processo penale, il GI Gianpaolo Zorzi, conclude l'istruttoria nei confronti di: Marco Ballan, Fabrizio Zani, Giancarlo Rognoni, Bruno Luciano Benardelli e Marilisa Macchi, in ordine alle imputazioni di concorso in strage e di detenzione e porto illegale d'armi.

Il GI accoglie le richiesta di proscioglimento di tutti gli imputati per non aver commesso il fatto.

Lo stesso GI accoglie anche la richiesta del PM di stralcio degli atti relativi alla mancata rogatoria in Argentina di Gianni Guido ed alla testimonianza di Maurizio Tramonte (fonte "Tritone").

Tali fatti (che si aggiungono ad altri richiamati nella sentenza)rafforzano la convinzione che attorno alla strage si siano mossi interessi forti del "partito del golpe" e trasformano questa fase istruttoria in un vero e proprio atto d'accusa sulle complicità istituzionali che hanno continuato a proteggere gli esecutori e soprattutto i mandanti della strage.

[Quinta Istruttoria]
Una nuova istruttoria: il 10.10.1993 in seguito a dichiarazioni rilasciate da Donatella di Rosa, è stata riaperta una nuova istruttoria (tutt'ora in corso)

affidata ai sostituti procuratori Roberto Di Martino e Francesco Piantoni.


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